Teletrasporto: Portami a San Vito Lo Capo, Palermo ed Erice

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L’Estate è decisamente cominciata. Il caldo e l’afa stanno raggiungendo con ferocia tutta la nostra bella penisola e per chi, come me, vive in città (seppur accarezzate dal mare) è un Incubo.
Forse no, allora riformulo: per me che vivo in città dove l’asfalto regna sovrano e le macchine non smettono mai di muoversi, per me che per gettarmi nella wild life della city devo percorrere una discesa che poi diventa una salita ripida senza alcuna zona d’ombra… è un delirio. Si, si lo so, abito a Genova, sul mare… mare qua mare la… ma diciamocelo, puo’ forse mitigare leggermente il clima torrido che per esempio c’è in pianura Padana o a Bolzano, ma tanto, in settimana di mare non se ne parla. Fa solo più male guardarlo e sapere di averlo li a pochi passi senza poterlo usare.

Ed è cosi’ che inizio a pensare all’anno scorso, quando in questo periodo, in questi giorni, prendevo il mio volo felice della Ryanair verso Trapani, destinazione San Vito lo Capo. E soffro. Eccome se soffro. Penso a quella spiaggia chilometrica e a quel mare cristallino, alla vita da vacanziera in infradito, copricostume e cappello di paglia, allo svegliarmi ed avere come unico dilemma se mangiare un pane cunzato o una treccia dolce con marmellata di limoni preparata in casa dalla mia Host Anna e dal suo compagno Gianni del B&B AnnaPinco .

Alle volte penso che se trovassi la Lampada di Aladino il primo desiderio che esprimerei sarebbe quello di avere un super potere: Il teletrasporto.

Ma va beh, niente lampade dai poteri incredibili, quindi mi dilettero’ semplicemente a scrivere a voi cari lettori che avete in mente o siete in procinto di recarvi in questa meravigliosa terra, la Sicilia,  il mio viaggio e magari ne usciranno alcuni consigli che vi torneranno preziosi.
E intanto io mi flagello nel rimembrare questi luoghi perfetti.

Come dicevo, l’anno scorso ho trovato dei voli niente male con Ryanair da Genova a Trapani, il totale mi pare si aggirasse sugli 80 Euro A/R.

Una coppia di amici mi aveva segnalato il B&B di Anna Pinco a Castelluzzo (ovvero a pochi Km da San Vito lo Capo) e me l’avevano fortemente consigliato. Dicevano che Anna e il suo compagno Gianni fossero di una gentilezza e simpatia uniche, parlavano con la bava alla bocca della colazione servita nel loro giardino di limoni e aranci (dai quali peraltro fanno la marmellata più buona della storia), ci informavano che le stanze erano grandi e pulite.. insomma, come non prenotare da loro?

All’aroporto di Trapani-Birgi urge l’affitto della macchina, indispensabile per spostarsi se si hanno un po’ di giorni a disposizione.
Le pratiche sono veloci e in men che non si dica sono al volante della mia bella Pandina, direzione Castelluzzo. La distanza è percorribile in circa un’oretta ma è bello cominciare a guardare la Sicilia dal finestrino.

Arrivo, conosco Anna, Gianni e Lucio (il loro gatto bianco di 5 mesi) che mi consigliano che se voglio andare alla spiaggia di San Vito ha senso parcheggiare dal… cimitero. Perchè è gratuito.

Il mare brilla sotto il sole e l’acqua è trasparente ed immaccolata.

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Affitto lettino ed ombrellone (eh oh, sono in vacanza relax totale) al costo di 5 Euro per l’intera giornata (in Liguria con 5 Euro ti fanno forse entrare nella spiaggia libera in alcuni posti…) et voilà, il benessere comincia a creare un’aura intorno a me, mi si trasforma la faccia come al Signor Burns dei Simpson quando era stato colpito dalle radiazioni della sua centrale nucleare. mrburns

Ho la fortuna di essere a San Vito nei gliorni della preview del “Cous Cous Fest”. L’evento vero e proprio si tiene sempre a San Vito a Settembre.

“Il Cous Cous Fest è il Festival internazionale dell’integrazione culturale, un importante appuntamento che si rinnova da sedici anni, coinvolgendo nella sua atmosfera festosa tutti i paesi dell’area euro-mediterranea e non solo. La prossima edizione della manifestazione è in programma a San Vito Lo Capo dal 23 al 28 settembre 2014.
Protagonista indiscusso dell’evento è il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione. Momento centrale e’ la gara gastronomica internazionale alla quale partecipano chef provenienti da tutto il mondo

Questa ed altre informazioni le trovate nel sito che è linkato sopra.

Quindi mi siedo su un cuscino arabo dentro ad un tendone ed ordino il mio piatto di Cous Cous di pesce accompagnato da una bel bicchiere di vino bianco.

Il caldo, vuoi anche il vino a mezzogiorno con 30 gradi, si comincia a far sentire potente e decido di fare un giretto per il paesino alla ricerca di una granita siciliana.
Allora, onestamente non credo di aver assaggiato la più buona granita del posto in quanto non mi ha entusiasmata: acquosa, poco saporita…  Quella del “Siciliano” qui a Genova mi è piaciuta di più insomma. Si vede che ho sbagliato bar..

Termino la mia giornata in spiaggia, tra venditori marocchini che urlano “brasccioli-massceerre-rrraket” (braccioli, maschere e racchette) come dei forsennati e la sera scelgo di andare a mangiare dal (consigliatissimo) “San Vito a Tavola”, proprio nella via centrale del paese. L’ho amato a tal punto da tornarci diverse volte durante il mio soggiorno, tanto che alla fine il cameriere mi salutava calorosamente come fossimo vecchi amici di bevute e segreti.
I piatti, buoni saporiti e abbondanti, sono tipici della cucina siciliana con un mix di arabo che non guasta minimamente, anzi.

La mattina (evito di scrivere “dopo” in seguito a mattina perchè era una prassi), securedownload2colazione nel giardino di Anna e Gianni all’ombra degli alberi. Ma non una normale colazione con caffè e brioches ma bensi’ l’apoteosi della generosità: Pane cunzato (focaccione con acciughe, olio, pomodorini e scaglie di primosale, sale e origano) preparato da Gianni (a detta sua, ma anche mia, il migliore della zona), trecce dolci da riempire con marmellate varie, tutte rigorosamente fatte in casa, bomboloni con panna fresca e scaglie di cioccolato, cornetti, succhi di frutta vari, the o caffé… E sicuramente sto dimenticando qualcosa. Non solo, ma mi avvolgono una fetta di pane cunzato per un non definito “dopo”, nel caso mi venisse fame. Li amo.

Ennesima giornata di spiaggia sotto un sole cocente mitigato dal vento. Ed è grazie al vento che la sera mi accorgo di avere le bolle sotto gli occhi e di essermi ustionata (ma quando imparero’?!).

Ne consegue che c’è bisogno di uno stacco dal mare per il giorno dopo, prendessi ancora un raggio di sole diventerei una bolla umana.
Scelgo di fare una gita a Palermo che non è distante.

Palermo è barocca, super barocca e personalmente non amo moltissimo l’architettura e l’arte di quel tempo. Mi rendo conto che sia bella ma non mi scatta il colpo di fulmine.

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                                palermo

Giro per la città, fotografo, e poi mi dirigo verso il famoso mercato della Vucciria, che in siciliano significa “confusione”. E’ molto grande,Si estende tra via Roma, la Cala, il Cassaro, lungo le via Cassari, la piazza del Garraffello, la via Argenteria nuova, la piazza Caracciolo e la via Maccheronai, all’interno del mandamento Castellammare.
Mi piacciono a prescindere i mercati, ma questo è proprio divertente e chiassoso. Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette del mercato della Vucciria si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina siciliana: limoni, pomodori, cuccuzzedde, pesci e quant’altro.

Dedico poco tempo alla città, fa davvero molto caldo e scelgo di tornare verso “casa” passando prima per Erice,

« E l’altro monte, e l’altro monte ei vede, l’Erice azzurro, solo tra il mare e il cielo divinamente apparito, la vetta annunziatrice della Sicilia bella! »

Così diceva Gabriele D’annunzio su questo piccolo borgo non distante da San Vito.

Premessa: Erice è in alto rispetto al mare, quasi 1000 metri.

Era d’obbligo creare uno spazio a questa premessa perchè io, col mio bel vestitino candido e svolazzino, perfetto per fronteggiare il caldo, mi sono trovata tra nebbia, umidità del 300% e nuvole basse, ma talmente basse da non permettermi di vedere “da qui a li”.

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Sembra lo sfondo di un film del horror vero? Oppure la via che conduce all’ultima camminata prima della sacra luce.
Fatto sta che ho avuto freddo e il vento forte mi ha fatta sentire Marilyn Monroe sul famoso tombino.

Erice è bellissima, curata, e ci sono i cannoli siciliani più buoni che io abbia mangiato: li trovate dalla pasticceria di Maria Grammatico (difficile non trovarla).

Passeggiando tra le stradine acciottolate del borgo medievale sulla cima di monte San Giuliano, quella stessa nebbia lascia scoprire segni, simboli e leggende nate ben prima di punici, e romani che qui eressero un santuario dedicato alla dea della Bellezza e dell’Amore. Visitare Erice significa, perdersi tra mille scorci di stradine basolate, fortificazioni, chiesette antiche (la Matrice e Sant’Orsola), conventi, botteghe artigiane. Pare che la vista da qui sia di quelle da cartolina, di quelle che difficilmente si scordano, che si vedano le saline e le Egadi.
Purtroppo non ho potuto vedere nulla che fosse a più di un metro da mio naso, ma, come dico sempre, è un buon motivo per ritornarci.

Rientro al B&B che è già sera e Anna mi propone di cenare da loro visto che vengono degli amici/parenti. Accetto con gioia immensa e mi faccio coccolare dai mille piatti preparati con amore.

I giorni passano tra mare, arancini di riso, cous-cous, pesce, passeggiate a riva, poi è il momento di muoversi verso la Riserva dello Zingaro.

E’ un tragitto molto lungo e si puo’ scegliere quale itinerario intraprendere. Qui sotto vedete la mappa:
mappa_zingaroPartendo da San Vito, quindi da Nord, ho scelto l’itinerario nero, il Sentiero Principale. Lungo questa strada, oltre alla natura pazzesca, è possibile scendere verso il mare (occhio a non scendere in ogni caletta: c’è sempre la salita dopo e ripeto, la strada è molto lunga – 6km fino a Scopello) verso una delle tante meravigliose calette oppure scegliere di visitare il Museo delle attività marinare o ancora uscire dal tragitto per spostarsi verso la grotta dell’Uzzo.
Cio’ che raccomando è di portarsi tanto da bere, non troverete bar nella riserva se non un chiosco prima di entrare.
La riserva è aperta tutti i giorni dalle 07.00 alle 19.00.
Personalmente non sono riuscita a farla tutta, era davvero troppo, troppo caldo e salire e scendere in continuo è stato un po’ faticoso, soprattutto verso mezzogiorno.

La sera, l’ultima, mi sono regalata una piccola meraviglia: una cena all’Antico Borgo, dove ho mangiato divinamente su una terrazza con ulivi di fronte ad uno dei tramonti più belli ed intensi che io abbia mai visto.

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Un consiglio? Andateci e non ve ne pentirete affatto.

E con questa immagine nel cuore e negli occhi torno a sognare di questa terra splendida, fatta di gente calorosa e generosa, terre e acque incredibili e cibo superlativo.

E voi siete mai stati a San Vito lo Capo? Avete in mente di andarci? Avete luoghi, ristoranti o quant’altro da suggerire? Siete riusciti a percorrere tutta la Riserva dello Zingaro? Siete mai stati alla Vucciria? 

 

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19 Comments on “Teletrasporto: Portami a San Vito Lo Capo, Palermo ed Erice

  1. Sono Siciliana, circondata dal mare, abituata al mare, coccolata dal mare: per me estate significa mare. Sono stata nella zona del trapanese proprio l’anno scorso. La Sicilia è molto grande ed è difficile anche per noi che viviamo qui percorrerla e conoscerla tutta. E’ una zona veramente stupenda … non sei stata alla tonnara di Scopello?

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    • Ciao Caterina, hai proprio ragione, è una zona davvero stupenda!
      Purtroppo no, niente tonnara di scopello, non avevo più giorni a disposizione!
      Sarà per la prossima volta!
      Salutami tanto la Sicilia!
      Un bacio!

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  2. *.* Io sono stata esattamente nelle stesse zone anni fa.. ma lo sai che sogno il festival del cous cous da anni? Ci torniamo insieme con il teletrasporto?

    Penso che la Sicilia, come altre zone del sud, sia una meraviglia tutta da scoprire (e basta vedere le tue foto e soprattutto il lettino a 5euro!)

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    • Lucia!!
      Mea culpa, ti rispondo solo ora!!

      Si, ti prego, torniamoci insieme! Diciamo 3 volte “voglio andare in Sicilia, Voglio andare in Sicilia, Voglio andare in Sicilia” chiudiamo gli occhi e incrociamo le dita 😄
      Dici che funziona?
      Anche io sogno il cous cous fest, soprattutto adesso che vorrei essere sulla spiaggia di San Vito con lo spirito vacanziero a mille!
      Un bacione!

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  3. guarda, nn leggo niente ma lasciatemi sognare. Altro che isole dell’ “altro mondo” questa martoriata Italia ha bellezze inaudite.
    San Vito e Il Cous Cous Fest sono uno dei ricordi più belli della mia vita. Ci sono stato due volte! Però è troppo lontano ovvero faticoso, come ovunque, in Italia.
    Di certo ‘approvo’ tutto querllo che hai scritto e invito a non perdere questa occasione. Soprtutto settembre è bellss.

    sherasogniamoinsieme ;)

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    • Sognamo insieme si cara Shera!
      Ed è vero, ci sono bellezze in Italia che non si trovano da nessun’altra parte, dovremmo amarla tutti un po’ di più!

      Un bacio!

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  4. Sei una viaggiatrice con i controfiocchi
    mi sono trovata in tutto.
    amo la Sicilia i suoi co (a) lori forti spossanti. La spiaggia semi dederta e a settembre la grande multietnica festa del couscous cui ero presente x ben due volte.
    Ma attenzione a nandarci ad agosto il caldo è africano e provoca malori.
    Dinuovo grazie con un inchino e un abbraccio.
    Shera

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